Antiracket e antiusura
12.09.2007
Intesa Amato-Montezemolo:
via al Garante per la sicurezza delle imprese al Sud. Il ministro: con
Nell'incontro al Viminale
disco verde al progetto per l'imprenditoria nel Mezzogiorno. Montezemolo: «Fa piacere prendere atto dell'impegno assunto
da Amato». Minniti: «garantite forme di accompagnamento e di tutela»
«Con la nuova Finanziaria che stiamo preparando doteremo il
territorio di alcune migliaia di uomini e donne in
più». Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato, nel corso della
conferenza stampa tenuta al Viminale con il presidente
di Confindustria Luca Cordero
di Montezemolo, confermando la volontà di voler
intensificare le forme di sostegno e assistenza agli imprenditori per favorire
investimenti nelle aree del Mezzogiorno d’Italia e l’obiettivo di agevolare la
collaborazione delle imprese con le Forze dell’Ordine nella lotta al racket.
Presenti all’incontro con i giornalisti
anche il presidente della Federazione antiracket italiana Tano Grasso, il vice
ministro dell’Interno Marco Minniti, il
sottosegretario all’Interno Ettore Rosato, il capo della Polizia Antonio
Manganelli, il capo di gabinetto Giovanni De Gennaro e il Commissario
antiracket e antiusura Raffaele Lauro.
Dalla Confindustria è arrivata «una iniziativa che abbiamo molto apprezzato – ha detto Amato
- era giusto non lasciare solo chi accetta questa sfida e accetta di denunciare
gli estorsori creando una rete di garanzie a favore
delle imprese».
«Da qui l'impianto di un approfondimento
di ciò che già facciamo - ha aggiunto Amato - e che è alla base della nuova
iniziativa e mette in campo un rapporto tra le imprese, le associazioni di
riferimento, le prefetture e le associazioni antiracket». Da un lato,
c'è l'obbligo delle imprese a denunciare gli estorsori
e a non pagare il pizzo e dall'altro, ha spiegato Amato, c'è l'assistenza alle
imprese da parte dello Stato con l'individuazione «di canali giusti» e con «la
copertura anticrimine».
Il progetto, che inizialmente sarà sperimentato in sei aree
(Lamezia Terme, Gela, Napoli, Messina, Siracusa e una
zona tra Caserta e Napoli) potrà poi essere esteso all'intero territorio
nazionale.
«La decisione di Confindustria di
allontanare gli associati che pagano il pizzo - ha spiegato il ministro Amato -
è giusta ma non possiamo lasciare solo chi accetta
questa sfida: dobbiamo collaborare per arrivare a creare una rete di garanzia
alle imprese, offrendo loro l'aiuto delle Forze dell'ordine. I patti stipulati
a livello individuale dai vari imprenditori comportano da un lato l'obbligo di
denunciare l'estorsore e dall'altro gli garantiscono
assistenza in tutta una serie di adempimenti
amministrativi, permettendo di imboccare i canali giusti».
«Mi limito a dire che
«La ratio della iniziativa - ha
spiegato il vice ministro Minniti - che vede
impegnati il Viminale,
«Attraverso le associazioni - ha aggiunto Minniti - l'obiettivo è quello di sviluppare un progetto
che è di accompagnamento e di tutela per le imprese».
Punto di riferimento e coordinatore dei nuovi processi di
collaborazione sarà Tano Grasso, presidente della Federazione antiracket
italiana, che ha ringraziato il presidente della Confindustria
Montezemolo definendo «una iniziativa
straordinaria» quella dell'associazione degli imprenditori italiani di invitare
i propri associati a denunciare le richieste di pizzo. «La porta associativa -
ha detto Grasso - è una tutela per gli imprenditori che denunciano il pizzo».
«Da parte nostra - ha affermato il presidente di Confindustria Montezemolo - c'era
stata una richiesta di più Stato e di più uomini sul territorio per garantire
la sicurezza. Fa piacere prendere atto dell'impegno assunto da Amato in vista
della Finanziaria».
«Due - secondo il leader degli industriali - gli elementi più importanti: un segnale di senso civico e di assunzione di responsabilità per il bene comune e un cambiamento culturale e comportamentale» dopo decenni in cui pagare il pizzo al Sud sembrava inevitabile. «Quella di Confindustria – ha proseguito - non è quindi stata e non deve sembrare, 'una operazione di marketing', le misure a garanzia e a tutela del lavoro delle imprese non devono valere solo per il sud ma sono un messaggio che gli imprenditori intendono mandare da Bolzano a Ragusa».