ESTORSIONI: TANO GRASSO, UNA LEGGE PER DENUNCIA OBBLIGATORIA

- PALERMO, 4 GIU - Un disegno di legge che imponga alle vittime del racket di denunciare gli estorsori. È la proposta che la Federazione Antiracket Italiana, presieduta da Tano Grasso, farà al ministro dell'Interno Giuliano Amato nel corso di un incontro che si terrà giovedì al Viminale. Un'idea destinata a far discutere. Il provvedimento prevede che al taglieggiato che non dovesse rivolgersi alle forze dell'ordine per segnalare la richiesta di pizzo possano applicarsi sanzioni amministrative come l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione o la chiusura temporanea dell'attività commerciale. «Non siamo più agli inizi degli anni Novanta - spiega Tano Grasso - quando la ribellione era un gesto eroico. Sono, ormai, in tanti a non pagare, in molte parti di Italia c'è un associazionismo forte che garantisce la sicurezza delle vittime e, soprattutto, le forze dell'ordine hanno raggiunto una forte sensibilità e una ottima professionalità». «In reati come l'estorsione - continua - l'acquiescenza ha conseguenze negative per tutti. Per chi ha il coraggio di non pagare, che si trova sovraesposto, e per tutto il mercato. Insomma,l'indifferenza non è più un fatto privato». Grasso precisa che la nuova previsione di legge non rientrerebbe nell'ambito del diritto penale. «La magistratura applica già l'ipotesi del favoreggiamento a chi nega le richieste di pizzo - continua - Io penso a un procedimento amministrativo simile a quello che si adotta per i possessori di stupefacenti». (ANSA).