Gazzetta del Sud Giovedì 17 Maggio 2007
Patti Una coda dell'operazione antimafia "Montagna"
Estortore-mediatore vicino ai Batanesi arrestato dai carabinieri
Secondo gli investigatori Tindaro Accordino voleva sostituirsi ai boss finiti in carcere nel marzo scorso

Santino Franchina


PATTI

 
I carabinieri di Patti hanno arrestato ieri mattina Tindaro Accordino, 54 anni, residente a San Giorgio di Gioiosa Marea. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Alfredo Sicuro su richiesta della Dda di Messina.
L'inchiesta, coordinata dal pm Ezio Arcadi, può essere considerata una "coda" dell'operazione "Montagna" che nel marzo scorso aveva portato all'arresto di 39 persone, ritenute appartenenti alle cosche che agivano sui Nebrodi per il controllo di appalti pubblici.
Accordino era stato sfiorato dall'inchiesta, ma nei suoi confronti non era scattato alcun provvedimento restrittivo pur essendo considerato dagli in¬quirenti un esponente vicino al clan dei Batanesi di Tortorici. Era tenuto però sempre sotto osservazione dai carabinieri di Patti che ne hanno controllato i movimenti nella zona di San Giorgio di Gioiosa Marea, fino a raccogliere a suo carico diverse prove su tentativi di estorsio-

ne. 1 carabinieri sono riusciti anche ad avere la conferma diretta dalle vittime che hanno collaborato ammettendo i tentativi estorsivi messi in atto.
L'uomo aveva preso di mira una ditta che sta eseguendo alcuni lavori di arredo urbano nella frazione San Giorgio di Gioiosa Marea appostandosi ri-petutamente nei pressi del cantiere lanciando messaggi ine¬quivocabili per intimidire i re¬sponsabili della ditta. Avrebbe avvicinato in più di un'occasio¬ne il capo cantiere e e addirit¬tura degli operai per offrire la sua protezione. Il prezzo da pa¬gare, per non avere ripercussio¬ni, ammontava a 18.000 euro ma grazie alla sua amicizia con i tortoriciani, avrebbe potuto ottenere uno sconto sostanzio¬so. Con la sua mediazione il prezzo da versare alla famiglia dei Batanesi scendeva così da 18.000 a 1500 euro.
Altre richieste invece consistevano in prestiti in denaro e di mezzi per effettuare dei lavori a favore anche di terzi. Nella zona il personaggio è noto per i suoi precedenti e l'uomo sfruttava queste sue "credenziali" per convincere le vìttime che non si trattava di uno scherzo.

I carabinieri non escludono che possano esserci altri casi estorsione e che l'arresto di ieri possa incoraggiare possibili vittime di estorsioni convincendole a collaborare con gli inquirenti.
Gli elementi raccolti dai miitari dell'Arma fanno pensare che Accordino volesse accreditarsi come uomo di riferimento della famiglie mafiose allargando il suo raggio d'azione su un territorio sempre più vasto per il controllo degli appalti della zona. In questo senso avrebbe tentato anche una scalata approfittando dal vuoto determinato dall'operazione "Montagna" che nel marzo scorso aveva portato in carcere esponenti di primo piano dell'organizzazione che controllava gli appalti da Tortorici a Ristretta.
Nei confronti di Accordino è scattata ora l'accusa di tentata estorsione aggravata perché commessa in danno di una ditta che stava eseguendo lavori pubblici. Dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di gazzi e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.
I carabinieri di Patti intento continuano con le indagini per approfondire altri aspetti .