Tano Grasso: prevediamo una legge. Forgione: si può fare. Commercianti scettici

"Multe a chi non denuncia" Proposta choc dell'antiracket,

 

 

 

NEI giorni scorsi, le associazioni di categoria avevano preso posi¬zione: «Non prendetevela con i commercianti se non ci sono de¬nunce». Adesso, Tano Grasso, presidente della Federazione an¬tiracket, lancia una proposta a! ministro dell'Interno: «Si pro¬grammi un disegno di legge che imponga alle vittime del pizzo di denunciare gli estorsori». È un'i¬dea destinata a far discutere. Se¬condo Grasso, la nuova norma dovrebbe prevedere che al ta¬glieggiato che non si rivolge alle forze dell'ordine per segnalare la richiesta di pizzo possano appli¬carsi sanzioni ammì n isi ra t i ve co-me l'incapacità dì contrattare con la pubblica amministiazione olà chiusura temporanea dell'at¬tività commerciale.

«Non siamo più agli inizi degli anni Novanta — spiega il presidente del la Fa i—quando la ribellione eraungestoeroico.Sono ormai in tanti a non pagare, in molte parti di Italia c'è un associazio¬nismo forte che garantisce la si¬curezza delle vitti rne e, sop rattut -to, le forze dell'ordine hanno raggiunto una forte sensibilità e

arriva un appello; «Ciascuno deve fare la s parte fi no in f o lido. An -che le imprese e i commercianti devono contribuire alla lotta con¬tro le mafie, innanzitutto denun¬ciando, altrimenti se ne rendono compiici". Il senatore Costantino

unaottimaprofessionalità».

La proposta piace al comitato "Addiopizzo",einteressaancheil presidente della commissione parlamentare antimafia, France¬sco Forgione. Dal vice presidente dell'Antimafia, Giuseppe Lumia,

Garraffa ribadisce: «Bisogna ave¬re più fiducia nelle istituzioni».

Chi è invece contrario alla proposta di Grasso è il Centro per i diritti del cittadino: «Non si tengo¬no indebito conio le ripercussio-nipsicosocialicheincombonosu chi subisce l'estorsione», dice Ivano Giacomclli, segretario na¬zionale dell'associazione. Loro, i diretti interessati, sembrano condividere questa tesi: «Le isti-luzioninonciaiutano, quindi an¬che la denuncia non serve a nul¬la», dice il commerciante Giusep¬pe Restivo all'agenzia Ansa, che ha fatto un mini sondaggio sulla proposta di Tano Grasso. D'ac¬cordo con lui anche altri nego¬ziami del centro storico: "Questa iniziativa del lo S iato non sarebbe sicuramente un deterrente — di¬ce Antonio Lay — la denuncia non ci da nessuna tutela, spesso gli estorsori fanno solo un paio di mesi di carcere e poi tornano a minacciarci.. Stessa opinione anche nei negozi esclusivi di via Buggero Settimo. «È sempre diffi¬cile denunciare di avere subito estorsioni», dice Calogero Ferre¬rà, dipendente di Harrison.

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1 "Incentivi negli appalti per chi resiste al ricatto''

«E fondamentale prevedere sia for¬me di incentivazione alla denuncia che, al contrario, di disincentivazio¬ne dell'omertà». È il parere del sosti¬tuto procuratore Maurizio De Lucia, memoria storia dell 'anti racket a Pa¬lermo: «Penso, ad esempio, che si .potrebbero privilegiare nelle gare d'appalto i soggetti che si siano ri¬volti alle forze dell'ordine per denun¬ciare". A Bagheria, due anni fa, il Co¬mune decise di escludere dalle gare d'appalto chi risultava aver pagato il pizzo ai boss.

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Maurizio de Lucia