Gazzetta del Sud Mercoledì 20 Giugno 2007
Sicilia
Roma II procuratore Grasso: armi spuntate contro la criminalità
Allarme impunità: sconti di pena ai boss più che ai pentiti
Antimafia senza mezzi
Invito ai parlamentari a un
"esame di coscienza" Quali sono le norme di contrasto alle cosche?
f. V'i A. «C'è una grave situazione
per l'ordine pubblico. Però le va-lutazioni di profilo garantistico che vengono applicate nei prò
cedimenti giudiziari portano a scarcerazioni, come quelle di Nicolo Ingarao, assassinato a Palermo la scorsa settimana». Così Piero Grasso spiega
alla Com missione antimafia le norme che non possono
«aggredire» la eri minalità
organizzata.
Il procuratore ricorda che le procedure giudiziarie
avvantaggiano le mafie perché chi commette un reato e viene processato, alla
fine ottiene una pena che è inferiore a quella che potrebbe ottenere un
collaboratore di giustizia.
;<Se facciamo i conti - spiega Grasso - tra rito
abbreviato, ini pugnazione
del rito abbreviato e patteggiamento allargato in sede di Appello,
una persona che deve essere condannata per traffico di stupefacenti a una pena
di 24 anni si vede ridotta la pena a 8 anni. Molto meno di
quelli che avrebbe preso se avesse collabo rato».
Il capo della Dna rivolgendosi ai politici dice: «Perche allo ra
dovrebbe essere conveniente
la collaborazione con la giustizia
se abbiamo questi sistemi e queste norme7».
«Poi si dice che non si risolvono
i problemi della criminalità e rivolgendosi sempre ai parlamentari rileva:
«Facciamoci prima un esame di coscienza su quali sono
le norme che devono contrastare la criminalità orga nizzata».
Grasso, a proposito dei limiti della Dirczione
nazionale ami mafia, ha ricordato che anche in passato, molte volte,
è sialo
chiesto da alcuni politici di do taila di maggiori
poteri per atti n a re il coni i asto alla mafia, ma
li proposte sono sempre state boi eiate
o sono rimaste senza alcu n.a
risposta.
<l,e norme attuali
non pel mettono di sconfiggere la
crini! nalità organizzai a e
non permei tono nemmeno di avere nuove collaborazioni».
Grasso ha voluto sottolineare ai
commissari dell'Antimafia presenti alla sua audizione, i problemi ghindici, legislativi e materiali che i magistrati
impegnati nelle inchieste sulla crimi nalità oigani/zata
affionlano
ogni giorno. «Andiamo avanti con i
mezzi e con le norme che abbiamo e con le quali possiamo fare ben poco. Del
resto, se questa è la volontà politica devo anche ricordare che vi sono lanti progetti che giacciono in Parlamento e tanti altri
non sono stati approvati»
«1 punti di riferimento delle organizzazioni criminali sono molto più forti di quelli dello Sta io:
punioppola realtà è questa
lo sfogo del procuratore arriava a
conclusione delle domande avanzate dai commissari che
chidevano
informazioni ' sull'andamento delle indagini in calabria
e sugli ultimi avvenimenti di cronaca che si sono verificati a Palermo.
\i , Ai Commissari che chiedevano
quali contributi ha portato la procura nazionale antimafia, in alcune inchieste
o indagini Grasso ha risposto: •
Quando si chiede cosa fa