squarciato

 

il muro di omertà

 

 

 

Saieva: «Chi è finito nelle mani degli strozzini non deve più tacere»

 

 

 

 

 

 

Roberto Saieva.

 

 

PATTI. (*cafe*) «II muro di omertà ha subito un duro colpo, anche se an­cora non mostra dei cedimenti tali da poter mettere definitivamente il ginocchio l'odioso esercizio dell'usu­ra, visto che ancora si sentono tal­mente sicuri di poter agire in manie­ra indisturbata o quasi, da non avver­tire nessuna paura nell'usare come "pseudo ban­ca" la sede di una Pro

 

 

 

 

Loco». Con   queste di­chiarazioni, il Procuratore della Repubbli­ca di Patti, Ro­berto Saieva, il­lustra l'opera­zione contro l'usura porta­ta avanti dopo oltre un anno di accurate in­dagini, sia ambientali ,sia intercettazioni  telefoniche, dal comando dei Carabinieri della Compagnia di Patti, guidato dal capitano Cristian Angelillo.

 

«Naturalmente - dice il procurato­re di Patti - questo grosso colpo infer-to a questo giro di usurai, il cui tasso di interesse raggiungeva il 10% men­sile, lo si deve grazie al coraggio di un imprenditore della zona che non ha esitato a denunciare i presunti "cravattari", sia al ruolo importante e determinante dell'associazione an­tiracket dell'Aciap di Patti, che è riu­scita a convincere il suo associato a denunciare il tutto e nello stesso tem­po a promuovere un primo contatto e successivamente l'incontro con il capitano Cristian Angelillo. Inutile sottolineare - conclude Saieva - che si spera che questa brillante opera­zione possa fungere da apripista ver­so una continua e sempre più cre­scente collaborazione fra persone usurate, forze dell'ordine ed associa­zione antiracket, per porre così fine a questa odiosa attività di strozzinag­gio».

 

E che effettivamente questa opera­zione contro l'usura condotta a ter­mine dagli uomini del comando dei carabinieri di Patti, ha destato un cer­to interesse anche in ambito nazio­nale lo testimonia il telegramma di complimenti inviato dal Prefetto na­zionale antimafia Raffaele Lauro, di­rettamente al capitano Cristian An­gelillo.

 

carmelo ferro