Gazzetta
del Sud Giovedì 13 Settembre 2007
Attualità
Siglato un accordo al Viminale Governo-Conf
industria che riguarda sei aree del Mezzogiorno
Ci sarà un "tutor" istituzionale
Siglato accordo per le imprese che si ribellano al racket
Messina, Gela, Siracusa e Lamézìa Fanno
parte del progetto coordinato da Tano Grasso
Un "tutor" istituzionale per gli
imprenditori che non si arren¬dono al racket delle
estorsioni e per le imprese che sceglieranno di investire al sud nelle sei aree
prescelte dal Viminate. Presen¬tata
ieri la prima fase di questa nuova forma di contrasto alla malavita organizzata
che parti¬rà daLameziaTerme,
Gela, Napoli, la provincia di Caserta, Messina e Siracusa.
il viceministro dell'Interno Marco Minniti precisa: -L'obiettivo
pera o quello di estendere presto il progetto a tutto il sud del Paese per
potenziare gli ef¬fetti dell'alleanza ira lo Stato ed
una nuova coscienza imprendi¬toriale».
Tano Grasso
a proposito del patto contro il racket - ha detto Luca Squeri, presidente della
Commissione sulle politiche perla sicurezza -, ma
riteniamo queste misure insufficienti, cosi coni e riteniamo un errore non aver
coinvolto chi rappresenta quel sistema di im¬prese
che certamente sono tra le più esposte a questi fenomeni, come è stato rilevato
nell'inda¬gine di Confcommercio
di lu¬glio. Se dunque non si vogliono fare solo
operazioni di marke¬ting, e noi siamo d'accordo con
il presidente di Confindustria Lu¬ca
Corderò di Montezemolo su questa affermazione, quello che serve è uno sforzo
straordinario di turti. Governo, Istituzioni, forze
dell'ordine, imprese e cit¬tadini affinchè
si ripristinino le condizioni di legalità e sicurez¬za
in tutto il Paese, assicurando peròcertezzadellcpene».
'
II vlceministro dell'Interno Marco Minniti e li ministro Giuliano Amato
le denunce e ad offrire queste forma di garanzia". E a
proposito della sfida dì Confindustria nel promuovere
l'obbligo morale della denuncia. Grasso ha detto
che -la posizione assunta ha reso tu tti più forti-,
Alla presentazione dell'iniziativa hanno preso parte tra gli ' altri il
sottosegretario all'Intero Ettote Rosato, il capo
della poli¬zia prefetto Antonio Manganelli, il capo
di gabinetto del Vimi¬nale Gianni De Gennaro e il
commissario straordinario dei governo per le iniziative antiracket e antiusura,
ptefetro Raffaele Lauro. Per assicurare una adeguata assistenza agli Im¬prenditori
Amato ha annunciane in più".
Il personale aggiuntivo delle
forze dell'ordine per contribuire al contrasto della criminalità sa¬ri reperito «d a u na parte ricollo -cando sul territorio molti ele¬menti
che assolvono altre fun¬zioni e che saranno
sostituiti da personale civile, anche di altre amministrazioni, ma utilizzando
anche il personale in esubero delle forze armate. "Cosi - ha detto ancora
il ministro - ria¬prendo il tum
over faremo fun¬zionare anche la legge sull'eser¬cirò professionale, che senza l'assorbimento nei
carabinieri, nella po\jzia e nella guardia di fi¬nanza, non da a questi giovani
gli sbocchi cui per_ legge hanno diritto-.
A questo annuncio il sen. Al¬fredo
Mantovano (An) ha repli¬cato:
«Amato annuncia oggi "più uomini per la sicurezza",
ma si apprende che il Viminale ha chiesto al
governo per il bi-
lancio del 2008 la stessa cifra di cui ha potuto dispotre
per il 2007. Quindi - mi chiedo - co¬me si potrà fare
fronte agli "uomini in più" se i 25 miliardi di euro
del 2007 non sono bastati, e non bastano, agli uomini at¬tualmente
in servizio?». Più accesi i toni di Maurizio Gasparri:
••Amato non è credibile in mate¬ria di sicutezza. È
il ministro del governo che ha voluto l'indulto, ha tagliato i fondi alle forze
dell'ordine, vuole smantellate le norme con Ito i clandestini. Non ha, come ha
lui stesso am¬messo, neanche i soldi per l'affitto
delle caserme. Altro che più forze dell'ordine sul territorio!» Di altro tono, ma comunque ferma, la critica di Confcom¬mercio; "Apprezziamo l'intento e l'impegno del
Governo che mette in campo uomini e risorse maggiori rispetto al passato ma
Viminale, Confindustria e
Associazioni antiracket si sono infatti impegnate in una sorta di patto comune
sancito figge - ha spiegato Amato - di non abbandonare chi denuncia il racket
creando una rete di ga¬ranzie alle imprese. Un patto
nato sull'onda della denuncia dell'imprenditore catanese
Del Vecchio e della decisione dì Confindustria
siciliana di espel¬lere gli
imprenditori che pagano i! pizzo. Una decisione molto ap¬prezzata
- ha sottolineato Amato - e quindi non possiamo certo
lasciare solo chi ha fatto questa scelta difficile. Abbiamo bisogno di più
Stato, la sicurezza de¬ve essere garantita con iniziati¬va, mezzi, volontà e
capacità».
Secondo il presidente delle associazioni antiracket Tano Grasso cui è affidato
il coordinamento del progetto l'accordo sancito è «una
iniziativa rivoluzionaria visto che insiste nel provare ad attrarre nuovi invenstimenti verso il Mezzogiorno riuscendo però ad
incoraggiare